2000
Fotografia analogica, stampa su carta
Tutto è cominciato con degli errori.
Ho iniziato a fotografare persone alle fiere d’arte contemporanea. Non i quadri, non le installazioni — le persone. Le riprendevo in movimento, mai inquadrate interamente, con tempi di esposizione sbagliati e scarsa luminosità. Le foto venivano sfocate, con grana forte, colori acidi, forme che si sovrapponevano e si dissolvevano.
Tecnicamente erano scatti falliti. Esteticamente erano esattamente quello che cercavo, anche senza saperlo ancora.
Da quegli errori è nata una poetica che attraversa tutta la mia ricerca: la bassa definizione come scelta, non come limite. Un’immagine incompleta non delude chi guarda — lo invita a completarla. Lo spettatore diventa co-autore dell’opera.
Questa serie si chiama Madrid. Le fotografie originali sono ancora conservate.