LA LETTRICE

2009

Mosaico ceramico, 50×15 metri

A poche centinaia di metri dalla barriera autostradale della Milano-Torino, su un muro di corso Romania a Torino, una lettrice siede concentrata nella sua dimensione intima, illuminata da un’abat-jour collegata a una presa elettrica con un lungo filo. Cinquanta metri di larghezza per quindici di altezza: un contrappunto visivo che non può, e non vuole, passare inosservato nella periferia industriale della città.

L’opera è stata commissionata da Turbocare, azienda produttrice di turbine elettriche, nell’ambito di un programma che ogni anno affida a un artista un progetto permanente sul muro perimetrale della sede. Con questo grande mosaico in ceramica — tecnica antica, leggibile oggi come una schiera di pixel — Carlo Gloria omaggia l’energia elettrica e, attraverso di essa, la cultura e la sua luminosità. La lettrice non rivela cosa legge, ma la sua figura aperta a tutti i passanti crea una partecipazione silenziosa: un’epifania nel flusso quotidiano della città.

Testo di Matteo Bergamini

Gigantismo dove? Come? Perché?
«Gigantismo dove te lo fanno fare: è quasi impossibile pensare di punto in bianco di realizzare un prodotto immenso, megagalattico. C’è un rapporto molto stretto tra la pratica del gigantesco e la committenza.»
L’arte tende ad essere elitaria — questo intervento lo è?
«L’arte tende ad essere elitaria e questo intervento vuole essere esattamente il contrario. Mi fa piacere che vi sia anche questo tratto poco snob, che sia un’operazione che tutti possono vedere, che sia veramente un’immagine pubblica.»

In conversazione con Carlo Gloria
(Matteo Bergamini, 2010)