2016-2024
Scatole di luce da appoggio
Immagini retroilluminate con striscia LED e telaio in legno
Torino vanta oltre 18 chilometri di portici, di cui 12,5 chilometri continui e connessi, configurando la più estesa area pedonale porticata d’Europa. Lastricati con materiali e stili differenti — dalla sobria pietra grigia di via Po al raffinato marmo di via Roma — i portici torinesi rappresentano un unicum urbanistico e architettonico. Già agli inizi del Seicento si intuì l’importanza di questo elemento: i primi passaggi coperti furono realizzati in piazza Castello, seguiti da quelli di piazza San Carlo e di via Po, che divennero tratti distintivi della città barocca. Nel XIX secolo l’espansione urbana portò alla costruzione dei portici di piazza Vittorio Emanuele I, corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, via Cernaia e via Pietro Micca, fino a raggiungere le allora zone periferiche di via Sacchi e della contrada di Nizza. I portici furono, fin dall’inizio, uno spazio condiviso da tutte le classi sociali: sotto le eleganti arcate trovavano posto botteghe e caffè, passeggiavano i nobili e, accanto a loro, i mendicanti chiedevano l’elemosina. Un luogo di incontro e di mescolanza, proprio come oggi. Negli anni Trenta del Novecento, con la realizzazione di via Roma, Torino completò la sua stagione monumentale, dotandosi degli ultimi grandi portici della sua storia architettonica.