RITRATTI DI MALAVITA

2022

Penna stilografica su carta

La foto segnaletica è neutra ma brutale, segnala un momento di passaggio. C’è un prima: un periodo più o meno lungo di delinquenza, forse una fuga, un atto efferato, e un dopo: la prigionia, le accuse, un processo. In mezzo c’è una foto in questura. Il tempo rallenta, il prigioniero davanti a sé osserva una macchina fotografica e un poliziotto. Parte un flash. La sua mente rivede la sua vita passata e immagina il suo futuro. A noi rimane la foto di una persona che ci guarda, il suo tempo lento e i suoi pensieri veloci.
La penna stilografica a punta extra fine scivola sulla carta lasciando innumerevoli piccoli segni. La tecnica permette di riprodurre accuratamente le foto segnaletiche di delinquenti appena arrestati.

L’omertà è una parola italiana che esprime un comportamento tipico della mafia. È una forma di solidarietà che serve a coprire condotte criminali, nascondendo l’identità della persona che ha commesso un reato o, comunque, tacendo su circostanze utili all’indagine dell’autorità giudiziaria. Omertà è la legge del silenzio.

Mi sono innamorato delle foto segnaletiche della polizia siciliana. I picciotti sono tutti maschi, le donne sono molto rare. Non dobbiamo credere alla fisionomia, non possiamo dedurre le caratteristiche psicologiche e morali di una persona dal suo aspetto fisico. Alcuni arrestati hanno la faccia del criminale, altri sembrano persone normali. È molto interessante disegnare questi volti che non ci parlano: non sappiamo se sono colpevoli o innocenti, da quale ambiente provengano, se hanno rubato, ucciso, se hanno un codice etico. Ci sono così tante domande a cui non possono e probabilmente non vogliono rispondere. Abbiamo solo una fotografia scattata in una stazione di polizia, solo un disegno. Omertà.

Galleria Febo Dafne, Torino. Intra Moenia: bipersonale con Enrica Salvadori, 2022