LA SPECULAZIONE EDILIZIA 
Installazione: ferro, stampe fotografiche, video
Dimensioni variabili
 
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Foto di Maren Ollmann
 
 

Italo Calvino, 1957
“Alzare gli occhi dal libro (leggeva sempre, in treno) e ritrovare pezzo per pezzo il paesaggio (...) Però ogni volta c’era qualcosa che gli interrompeva il piacere di quest’esercizio e lo faceva tornare alle righe del libro, un fastidio che non sapeva bene neanche lui. Erano le case: tutti questi fabbricati che tiravano su, casamenti cittadini di sei otto piani, a biancheggiare massicci come barriere di rincalzo a franante digradare della costa, affacciando più finestre e balconi che potevano verso il mare. La febbre del cemento s’era impadronita della Riviera...” questo scriveva Italo Calvino ne  La speculazione edilizia.

Francesco Rosi, 1963
Le mani sulla città di Francesco Rosi è un film di impegno civile, una denuncia della corruzione e della speculazione edilizia degli anni sessanta. “I personaggi e i fatti sono immaginari ma autentica è la realtà che li produce” così recita la didascalia del film. Rod Steiger recita la parte di Edoardo Nottola, un personaggio spregiudicato che ricopre un doppio ruolo: egli è sia un costruttore edilizio che un consigliere comunale a Napoli, e porta avanti il suo piano di costruzione che cambierà per sempre il volto della città. Niente riesce a fermarlo. Alla fine l'avrà vinta su tutti, sarà eletto assessore all'edilizia e darà inizio alla nuova speculazione edilizia.

Adriano Celentano, 1966
“Là dove c’era l’erba ora c’è una città”
Celentano cantava la moltiplicazione degli alberi di 30 piani. I quartieri della periferia che si trasformano e il paesaggio che cambia.
Questi sono tre esempi, fra i tanti possibili, di narrazione della grande speculazione edilizia italiana, iniziata negli anni ’50 e non ancora terminata.
Eravamo allora nel pieno del nostro “miracolo economico”, della grande trasformazione che aveva fatto scrivere a Pasolini l’articolo delle lucciole (1975), della mutazione, del passaggio epocale nel nostro Paese, simboleggiato dalla “scomparsa delle lucciole.
Le generazioni successive sono cresciute in mezzo a queste desolate periferie, alle coste cementificate, al paesaggio compromesso. Ancora oggi osserviamo l’espansione delle città, il sorgere dei centri commerciali, la moltiplicazione delle seconde e terze case.
Questa installazione è figlia di un sogno: la demolizione della brutta architettura, la possibilità di dare un colpo di spugna e ricostruire i brutti palazzi sostituendoli con altri.

 
   
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